Beta

Diventare Beta Tester: perché XribaPay ha bisogno di te!

agosto 7, 2018

Esiste una particolare categoria di “innovatori” definiti “beta tester”. Questi hanno l’opportunità di sfruttare in anteprima una tecnologia che migliorerà la loro vita privata e lavorativa. Scopri cos’è una versione “Beta” e quali sono i vantaggi del testare XribaPay per primo!

 

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Prendendo spunto dal libro di Geoffrey A. Moore dal titolo “Crossing The Chasm” puoi notare come il ciclo di adozione di un nuovo prodotto tecnologico è intervallato da precisi momenti di diffusione. L’inizio della diffusione avviene per merito di quelli che vengono chiamati “innovatori” ovvero coloro che per primi intuiscono un’opportunità di mercato e che per loro natura non sono restii al provare un prodotto anche se non al 100% delle funzionalità. Questi avranno un vantaggio competitivo notevole rispetto agli altri poichè arrivando per primi potranno portare l’innovazione all’interno della loro vita e del loro business.

 

Esiste poi una particolare categoria di “innovatori” che hanno l’opportunità non solo di provare per primi il prodotto ma anche quella di sbirciare in anteprima, prima che il prodotto esca sul mercato e che in fin dei conti contribuiscono in maniera sostanziale alla realizzazione delle funzionalità del prodotto. Questa categoria particolare di “innovatori” si chiamano “beta tester”. Tutti i grandi progetti hanno processi di beta testing e dopo essere stati pensati e concepiti all’interno dei reparti di R&D (“Ricerca e Sviluppo”) dell’azienda passano per un periodo di testing vero e proprio da parte di utenti veri, coloro che lo useranno.

 

Definizione

 

Un beta tester è spesso definito un tipo di innovatore “folle e fortunato” allo stesso tempo, in grado di unire l’utile al dilettevole. Praticamente ha accesso a tutte le ultime novità in campo tecnologico, dall’app al prodotto, prima di tutti gli altri e in maniera privilegiata. Nel senso che quello che gli è consentito di provare è di solito un prodotto nuovo che viene migliorato grazie ai suoi spunti.  

 

In gergo più tecnico, è definito un beta tester (“o utente beta”) un utilizzatore di nuovi prodotti, di nuovi servizi o di nuove tecnologie subito prima della loro diffusione di massa. Quando si parla di beta testing, si fa riferimento, tipicamente, a utenti che contribuiscono allo sviluppo e al miglioramento dei servizi sperimentati fornendo un feedback disinteressato, utile per gli eventuali interventi correttivi, al produttore, distributore o agli addetti all’assistenza.

I Beta Tester sono considerati dalle aziende e dai fornitori di servizi come una risorsa essenziale per la messa a punto e per la valutazione qualitativa dei prodotti.

Ma che cos’è una versione Beta di un software?

 

La versione beta, in informatica, è una versione di un prodotto (software, app, etc etc…) non definitiva, ma già testata dagli esperti, che viene messa a disposizione di un numero maggiore di utenti, confidando proprio nelle loro azioni imprevedibili che potrebbero portare alla luce nuovi bug o incompatibilità del software stesso.

Si riferisce ad una fase di prova e collaudo del software non ancora pubblicato, con lo scopo di trovare eventuali errori (bug). Questa operazione può essere svolta da professionisti specializzati, oppure, molto spesso, da semplici amatori, chiamati appunto BETA TESTER. Per ottenere un feedback significativo è fondamentale che il software venga installato dal maggior numero possibile di utenti di versioni beta. Ovviamente i beta tester devono essere disposti a segnalare agli sviluppatori ogni singolo errore, anche quelli che possono sembrare irrilevanti.

 

Cenno storico

 

Per i più curiosi, è stata Ibm negli anni Cinquanta a introdurre questa convenzione con tre livelli pre-rilascio del software: A, B, C. Il primo, cioè A, era per lo sviluppo del codice e la sua verifica prima dell’annuncio del prodotto; il secondo, B, era per la verifica del codice con tutte le principali funzionalità e il terzo, C (in pratica la “release candidate” di oggi), era per il test finale prima della messa in produzione. In pratica: Alfa test interno, Beta test utenti selezionati e release candidate tutti.

 

Queste procedure non sono regole matematiche ma semplici convenzioni adoperate dai programmatori, con numerose variazioni.

 

Tutte le grandi aziende utilizzano la fase del BETA testing per verificare l’efficienza dei propri prodotti; Ad esempio Apple rilascia costantemente dei sistemi operativi in versione “beta”, ovvero un’utile anteprima di quello che ci aspetta quando verranno rilasciati in versione definitiva.

 

Un esempio su tutti? L’applicazione “Siri”, un’assistente digitale inizialmente pensata per mac, che permette di cercare dei documenti nel computer e che tramite la voce permette di porre domande e di ricevere risposte più o meno sempre pertinenti. Adesso possiamo attivarla tramite una finestra fluttuante sulla scrivania, tenerla nel dock oppure richiamarla con una scorciatoia da tastiera ma inizialmente ha vissuto un lungo periodo in “Beta” al fine di eliminare quanti piu’ bug possibili e renderla la versione definitiva che oggi tutti apprezziamo.

 

Nonostante questo, è necessario capire che una beta è una beta: lo scopo è fornire un feedback in quanto una beta non è stabile per definizione. Considerarla la versione definitiva per il proprio lavoro e attività private è semplicemente sbagliato. Il testing è un momento in cui esplicitamente il prodotto non è definitivo ma viene costruito con gli utenti.

 

Il Beta Testing di XribaPay

 

Il programma di beta testing di Xribapay è una mossa dettata dal desiderio di provare sul campo il corretto funzionamento dell’applicazione, per far abituare quanti più utenti possibile al nuovo wallet in maniera tale che la transizione nella versione definitiva sia più semplice.

 

Il nostro mantra è: “Non cercare utenti per il tuo prodotto. Cerca il prodotto perfetto per i tuoi utenti.”

 

Questa è la filosofia alla base di Xribapay. Nella società attuale le idee di nuovi prodotti devono partire come la volontà di trovare una soluzione ai problemi degli utenti. Fino a ieri, se un’azienda avesse voluto inviare e ricevere pagamenti in criptovaluta aveva un problema fondamentale: ovvero l’impossibilità di contabilizzare immediatamente le transazioni in bilancio secondo la legge. Oggi invece questo non rappresenta più un problema.

 

La versione beta di XribaPay, culminerà nella sua versione definitiva diventando il primo wallet pensato per transazioni di tipo “business” e per le esigenze delle aziende, ma soprattutto degli imprenditori. La sua caratteristica principale è la possibilità di convertire ogni transazione in criptovaluta in una corrispondente transazione in fiat, basandosi su un documento contabile. In questo modo ogni azienda nel mondo ha la possibilità di fare o ricevere pagamenti in criptovaluta e usarli per preparare il bilancio aziendale secondo la legge.

La volontà è quella di costruire una community di imprenditori che aiuteranno altri imprenditori con i loro feedback al funzionamento del wallet. Come ogni applicazione, essendo basata su un software, l’app potrebbe avere dei bug relativi alle proprie funzionalità oppure delle aree in cui la tua esperienza da tester potrebbe suggerire dei miglioramenti. Ecco perché vogliamo provarla insieme a te!

 

Quali vantaggi ha un Beta Tester XribaPay?

 

Nel mondo delle criptovalute qualsiasi piattaforma (exchange, startup in fase di ICO, etc etc…) effettua per i propri utenti una “KYC”, acronimo di “Know Your Customer”, ovvero una procedura di identificazione necessaria ed imprescindibile nei rapporti contrattuali aventi ad oggetto transazioni finanziarie.

 

XribaPay offre la possibilità di associare al profilo personale dell’owner dell’azienda, un profilo di tipo “business” per eseguire transazioni per conto dell’azienda.

 

Ecco che di conseguenza nasce l’esigenza di svolgere una procedura di “KYB” ovvero di “Know your business” valida, per poter conoscere le informazioni aziendali necessarie alla tutela di transazioni finanziarie che si effettuerebbero nel mondo cripto.

 

Avendo un numero ben definito di identificazioni KYC e KYB da poter effettuare tutti i mesi, diventare un beta tester ora significherebbe poter aver già adempiuto all’obbligo e poter saltare la fila nel momento dell’uscita della versione definitiva del wallet.

 

Ma non solo, significherebbe accedere in via privilegiata a sconti ed iniziative promozionali riservate soltanto a chi ha partecipato al programma beta e contribuito a testare l’applicazione in questa fase.

 

Unisciti al programma e sii in prima fila. Vogliamo il tuo feedback! Iscriviti qui: www.xribapay.com

 

 

 

 

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